giovedì 1 dicembre 2011

TREMONTI UN COMMERCIALISTA AL POTERE

Ieri sera ho sentito l'ex-ministro (ma lui non si reputa un ex) Renato Brunetta dare delle ricette per uscire dalla crisi completamente diverse dall'azione del suo governo degli ultimi 10 anni (8 su 10 va bene...).

La colpa? il rigore di Tremonti.

Bene, da che mondo e mondo i piani di sviluppo di un'anzienda non li si danno mica al Commercialista, questa figura serve per quadrare i conti, compilare i modelli fiscali e soprattutto per farti risparmiare pagando le minori tasse possibili.

Tra l'altro ultimamente era anche la scusa del suo padrone, Silvio Berlusconi, per spiegare la crescita zero nel nostro paese. Quello che sino a qualche mese prima era il vanto per aver tenuto i conti a posto in questi anni era divenuto il problema.

Va detto, da uomo di sinistra (a uomo di sinistra... ma Tremonti e Berlusconi non erano vicini ai socialisti di Craxi? Ah già quella non era sinistra) quale sono, che comunque in primis Tremonti aveva predetto che la bolla speculativa sarebbe prima o poi arrivata nell'immoniliare e si sarebbe tramutata in crisi dell'economia reale. Ci siamo difesi benissimo come Italia, un po per la politica restrittiva del nostro ministro un po perchè gli italiano tendenzialmente si indebitano per beni strumentali.

Ora bisogna dar da bere al cavallo (sempre considerando che il cavallo abbia sete), e Tremonti non era la persona giusta. La Lega spingeva per lui come Primo Ministro, ma l'Europa voleva un suo uomo. Ed ecco il professore di economia, filo Vaticano, Mario Monti.

E tutto il Pdl contro Tremonti; come sono lontani i metodi di Giiulio far cambiare a gratis le macchine agli imprenditori...

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