lunedì 11 novembre 2013

MERONI AVREBBE AMATO LA FARFALLA GRANATA?

Per uno juventino scrivere di una bandiera, anzi della bandiera, granata è difficilissimo. Ma Meroni è qualcosa di superiore. Forse nessuno come lui ha valicato in Italia le barriere del calcio per arrivare nella società.

Gigi Meroni è nato a Como nel '43, gioca prima nella squadra della sua città, quindi al Genoa (dove scampa ad un controllo antidoping ancora oggi dai tratti misteriosi, lui si rifiuta di farlo, 3 sui compagni risultano positivi nel '63) infine al Torino. sotto la guida del "Paron" Nereo Rocco diventa un'icona. Capelli lunghi, barba (o baffi), un'anto interamente granata, una gallina al guinzaglio, un teschio sul comodino. Amava i Beatles (di cui era vagamente somigliante a George Harrison). Era pittore, si disegnava da solo gli abiti, viveva in una mansarda di corso Re Umberto con Cristina, ragazza separata da un regista allievo di Fellini. Erano gli annidove quello era uno scandalo.

Gigi Meroni è soprattutto dribling, fantasia e gol. Il Torino si rialza finalmente da Superga, Valentino Mazzola ha trovato il suo successore in questo ragazzoanticonformista. Anticipatore dei tempi. Non istintivo, ma che vede l'azione prima ancora che si compia.

Mai una frase banale, mai una dichiarazione standard. Mai un comportamento che ci si aspetterebbe. Ma intendiamoci, serio professionista del pallone. Solo che il pallone era la parte minore del suo essere. E qui siamo al massimo degli anni '60 forse (gli anni di Rivera e di Sandro Mazzola per intenderci).

Doveva passare alla Juventus nel '66 ma una rivolta popolare dei tifosi granata, con annessa rivolta di quelli che lavoravano a Mirafiori che dimenticavano bulloni nelle auto, bloccò tutto. Gianni Agnelli comunque ne rimase folgorato.

Vladimiro Caminiti scrive­va di lui: «Noi non siamo per i capelloni, ma ne conosciamo uno e si tratta di un gran bravo ra­gazzo uguale a tantissimi della sua età. In più ha i capelli e i ghiribizzi. Si disegna i vestiti e poi li porta al sarto personal­mente seguendone la confezione. Dipinge ma non sa dire fino a che punto è artista... Si chiama Meroni, gli amici lo chiamano Gigi... Dice di ammirare soltan­to Sivori fra tutti i campioni del calcio, senza volerlo imitare.

Poi una serata della settimana del derby, in corso Re Umbreto un'auto lo colpisce e un'altra lo travolge e lo tarscina per 50 metri. Nella prima che lo colpì alla guida c'era Romero, neopatentato tifosissimo di Meroni che anni dopo divenne presidente del torino. Morì quasi subito.

Non credo che la Farfalla Granata anticonformista avrebbe gradito una fiction su di lui, magari una retrospettiva amatoriale. Ma Meroni rimane un icona senza tempo.


E Vladimiro Caminiti scrive­va di lui: «Noi non siamo per i capelloni, ma ne conosciamo uno e si tratta di un gran bravo ra­gazzo uguale a tantissimi della sua età. In più ha i capelli e i ghiribizzi. Si disegna i vestiti e poi li porta al sarto personal­mente seguendone la confezione. Dipinge ma non sa dire fino a che punto è artista... Si chiama Meroni, gli amici lo chiamano Gigi... Dice di ammirare soltan­to Sivori fra tutti i campioni del calcio, senza volerlo imitare. An­che questa predilezione si capi­sce...». - See more at: http://www.napolicalcionews.it/news-calcio-napoli/Torino--46-anni-fa-moriva-Gigi-Meroni-12057.aspx#sthash.GUMZ7LU7.dpuf
E Vladimiro Caminiti scrive­va di lui: «Noi non siamo per i capelloni, ma ne conosciamo uno e si tratta di un gran bravo ra­gazzo uguale a tantissimi della sua età. In più ha i capelli e i ghiribizzi. Si disegna i vestiti e poi li porta al sarto personal­mente seguendone la confezione. Dipinge ma non sa dire fino a che punto è artista... Si chiama Meroni, gli amici lo chiamano Gigi... Dice di ammirare soltan­to Sivori fra tutti i campioni del calcio, senza volerlo imitare. An­che questa predilezione si capi­sce...». - See more at: http://www.napolicalcionews.it/news-calcio-napoli/Torino--46-anni-fa-moriva-Gigi-Meroni-12057.aspx#sthash.GUMZ7LU7.dpuf
E Vladimiro Caminiti scrive­va di lui: «Noi non siamo per i capelloni, ma ne conosciamo uno e si tratta di un gran bravo ra­gazzo uguale a tantissimi della sua età. In più ha i capelli e i ghiribizzi. Si disegna i vestiti e poi li porta al sarto personal­mente seguendone la confezione. Dipinge ma non sa dire fino a che punto è artista... Si chiama Meroni, gli amici lo chiamano Gigi... Dice di ammirare soltan­to Sivori fra tutti i campioni del calcio, senza volerlo imitare. An­che questa predilezione si capi­sce...». - See more at: http://www.napolicalcionews.it/news-calcio-napoli/Torino--46-anni-fa-moriva-Gigi-Meroni-12057.aspx#sthash.GUMZ7LU7.dpuf

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